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Louis Vuitton Trophy, di Mascalzone virtĂą

Inviato da Zerogradinord il 14 marzo 2010

Dean Barker - Louis Vuitton Trophy Emirates Team New Zealand - Louis Vuitton Trophy Emirates Team New Zealand - Louis Vuitton Trophy

Louis Vuitton Trophy – Auckland – Cominciamo dalla cavalcata vittoriosa di Mascalzone Latino Audi Team. Intanto una premessa: il timoniere Gavin Brady e il tattico Morgan Larson hanno navigato in Coppa America nel 2000 su America One chiamati dal maestro Paul Cayard. Anche il timoniere di Artemis, Terry Hutchinson, era su quella barca che ha fatto tanto soffrire Luna Rossa.

Insomma, una regata che era anche una riunione di famiglia, se così si può dire. Una regata in cui Gavin ha sfoderato tutta la precisa aggressività di cui può disporre: enfant terrible, svelto nel prendere fuoco, ha un carattere duro. Ma anche una mano felice alla ruota, ed era un giorno buono. Decisiva la partenza: dopo uno scambio di cortesie nel dial up (la manovra in cui le due barche sono ferme contro vento) Mascalzone Latino Audi Team insegue l’avversario per controllarlo. Artemis tenta una strambata per liberarsi, ma il tattico Morgan Larson alza la bandiera di protesta e gli umpire gli danno ragione: strambata troppo vicina all’avversario. Correre una regata così breve con una penalità è un pesante fardello, che influenza ogni decisione. Per vincere ci sono due possibilità: una è pareggiare i conti e somministrarne una all’avversario e poi stargli davanti. L’altra è conquistare un vantaggio di almeno centocinquanta metri. Mascalzone Latino Audi Team non ha lasciato spazio agli avversari e ha chiuso la regata primo sulla linea di arrivo nonostante un pasticcio con il gennaker alla prima issata. Racconta il timoniere della barca di Vincenzo Onorato descrivendo la penalità: “Le regole sono chiare, per avere le mure a dritta devi avere le vele a dritta… e loro non le avevano. Ci hanno dato la possibilità di conquistare una penalità e noi l’abbiamo sfruttata. Dopo abbiamo manovrato per non correre rischi e siamo rimasti sulla destra del box di partenza. Il gennaker non era armato bene ed è uscito… non avevamo ancora il tangone ed eravamo un poco in ritardo”.

Azzurra invece non riesce nell’impresa di battere Emirates Team New Zealand e accomodarsi a pari punti in testa alla classifica. Ci era riuscita a Nizza, per due volte di seguito nella finale in una umida mattina di bonaccia e nebbia di fronte al lungomare, non riesce a Auckland. Anzi, la barca italiana è sempre stata molto lontana dagli avversari, che l’hanno dominata in partenza e lungo il percorso. La scelta fondamentale è stata quella iniziale: da che parte del campo cercare il vento migliore. Volevano tutti la sinistra, kiwi e azzurri. Ma l’ha ottenuta Dean Barker usando tutta la energie di cui può disporre. La regata, in pratica, si è chiusa lì, nei pochi minuti della partenza e non si è mai riaperta. La situazione in classifica per Azzurra cambia radicalmente, perché deve lasciare il secondo posto e si ritrova a tre punti assieme ad altri ormai pericolosi avversari. Dice Gabriele Bruni, fratello del timoniere Francesco che naviga con il ruolo di stratega, ovvero l’uomo che sale sull’albero in cerca del vento: “La chiamata era per il pin end (ovvero il lato sinistro della linea di partenza, ndr) ma l’hanno conquistato loro. Abbiamo iniziato a navigare a destra del campo in una situazione in cui era sempre più difficile tornare. Speravamo in una rotazione del vento che non è mai arrivata”. Replica Francesco: “Una giornata negativa, non sono riuscito a dare a Tommaso la sinistra che mi chiedeva in partenza, poi, lungo la bolina, abbiamo sperato che il vento tornasse un po’ ma non è mai successo. Adesso dobbiamo guardare avanti”.

Le altre regate del giorno vedono prevalere senza troppe difficoltĂ  Team Origin nei confronti dei russi di Synergy e All4One ai danni di Aleph.

Mancano due soli giorni alla conclusione del Round Robin e comincia a diventare importante conquistare punti, anche se non determinante per il passaggio alla fase eliminatoria successiva. I neozelandesi sono imbattuti e dietro di loro ci sono quattro barche con tre punti. Nel programma del sesto volo l’incontro diretto tra Azzurra e Mascalzone Latino Audi Team, determinante per la classifica. Tra gli equipaggi dei due team c’è grande amicizia… ma i doveri di classifica faranno la loro parte in mare.

Le regate
Emirates Team New Zealand batte Azzurra per 42”
Per Azzurra battere Emirates Team New Zealand era l’opportunità per portarsi a pari punti in testa alla classifica del Trophy. Occasione importante, raggiungibile visto che a Nizza gli italiani erano riusciti a battere i kiwi nella finale in due regate consecutive. Alla partenza i kiwi scelgono di partire in boa, chiamata anche a bordo della barca italiana, e proseguono navigando sulla sinistra del campo in attesa di un consistente salto di vento. Azzurra insiste a destra, tra le due barche si produce una separazione di 1000 metri e quando le due barche incrociano quasi al termine della bolina ha otto lunghezze di ritardo. Dean Barker e il suo equipaggio offrono ad Azzurra una occasione importante quando rompono il tangone all’inizio della prima poppa e sono costretti a navigare con il gennaker murato sulla prua della barca. Azzurra con il tangone è leggermente più veloce ma il vantaggio dei neozelandesi è confortevole e agli italiani non resta che inseguire fino all’arrivo che tagliano con 42 secondi di ritardo. Dopo l’arrivo il gennaker di Azzurra finisce in acqua durante la manovra di ammainata.

Mascalzone Latino Audi Team batte Artemis per 1’ 03”
Le manovre del prepartenza vedono Artemis, timonata da Terry Hutchinsons, penalizzata per una strambata troppo vicina. Cayard se la prende e afferma: “Non era un errore” e Brady la vede diversamente: “Le regole sono precise e noi abbiamo gli Umpire che ci osservano, Cayard non può dire che la sua barca era mure a dritta perché le vele ancora non erano da quella parte”. Artemis parte a sinistra controllando la prima bolina e ha condotto con una lunghezza di vantaggio fino alla prima boa di bolina. Dopo l’issata, le due barche erano vicinissime, il gennaker di Mascalzone Latino Audi Team si libera dal moschettone e la barca italiana perde cinque lunghezze. Brady insegue e dopo una seconda bolina molto bella esce dalla boa a ridosso dell’avversario. Le due barche navigano appaiate tardando l’issata e Mascalzone Latino Audi Team conquista l’interno. Alla successiva strambata è in testa e taglia l’arrivo per primo. Artemis è dietro di pochi secondi ma deve completare la penalità girando attorno alla boa.


LOUIS VUITTON TROPHY, HUNGRY PACK FIGHTS FOR TOP PLACE
[Louis Vuitton Trophy Press Release] With just two days of racing remaining before the end of the round robin, a hungry pack of four teams is in equal second place, each with three points and fighting to catch the thus-far unbeatable Kiwis. They are All4One, representing Germany and France, Azzurra and Mascalzone Latino Audi Team from Italy and the British-based Team Origin. Leggi tutto »

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Audi MedCup 2010, inizia il conto alla rovescia

Inviato da JaB il 11 marzo 2010

Emirates Team New Zealand - Audi MedCup Audi MedCup 2010 – Mancano solo due mesi alla regata di apertura della stagione 2010 del Circuito Audi MedCup, che si svolgerĂ  nelle difficili e ventose acque atlantiche fuori Cascais. C’è molta attesa per questo evento che solleverĂ  il sipario su una nuova, spettacolare stagione del circuito di regate leader al mondo.
Negli ultimi mesi c’è stato molto â€movimento’ attorno alla flotta dei TP52: i team che hanno scelto di partecipare ai cinque eventi del circuito o al mondiale che si svolgerĂ  a ottobre, hanno infatti lavorato per â€aggiornare’ le barche in seguito alle leggere modifiche apportate alla Box Rule della Classe: hanno quindi aggiunto 150 kg nella chiglia per compensare la riduzione di equipaggio, hanno adottato la randa â€squadrata’ in testa con doppio paterazzo di poppa, e hanno aumentato la superficie dello spinnaker, montando anche bompressi.

L’organizzatore del Circuito, World Sailing Management – una divisione del Grupo Santa Monica Sports – si aspetta di avere lo stesso numero di partecipanti nella flotta dei TP52 dell’anno passato, se non di più.

“Ci aspettiamo da 10 a 13 barche nella flotta dei TP52 e 5 o 6 nella Classe dei GP42, tutto considerato un bel numero, dato il momento economico” commenta Nacho Postigo, uno dei fondatori del Circuito. “La Classe dei TP52 ha effettuato le modifiche previste senza alcun problema”, aggiunge.

Certamente due nuovi team di America’s Cup si stanno preparando in tal senso
Uno è il britannico Team Origin con la nuova barca disegnata da Juan Kouyoumdjian, in via di completamento presso il cantiere Salthouse Boats di Auckland. Si tratta dell’unico TP52 nuovo costruito quest’inverno e arriverà direttamente in Portogallo via nave per le regate.

Mike Sanderson (NZL), CEO di Team Origin, dice: “Non abbiamo grandi margini di tempo, ma ce la faremo. La barca lascerĂ  la Nuova Zelanda a metĂ  marzo. Abbiamo deciso di imbarcarla su una nave che trasporta frutta e che quindi sarĂ  abbastanza puntuale, altrimenti il suo carico andrĂ  in malora… La faremo arrivare nel porto piĂą vicino all’evento per fare subito misurazioni e test e cominciare gli allenamenti. Certo, avremmo voluto fare le cose con piĂą calma, ma sapevamo dall’inizio che sarebbe andata così quindi speriamo solo di cominciare il prima possibile. Non vediamo l’ora, sarĂ  un gran bell’anno”.

L’atro è Emirates Team New Zealand, campione in carica dell’Audi MedCup, che ha terminato le modifiche al suo scafo e già cominciato gli allenamenti ad Auckland. Il CEO Grant Dalton dice che non hanno modificato sostanzialmente lo scafo e che navigheranno più o meno con lo stesso equipaggio dell’anno passato.

Il vincitore 2008 dell’Audi MedCup, Quantum Racing, invece, ha effettuato un bel lavoro di refitting e ha aggiornato il profilo del ponte. Per quanto riguarda Artemis, il team di Torbjorn Tornqvist vincitore nel 2007 e terzo assoluto nel 2009, ritornerà più agguerrito che mai.

Alberto Roemmers e il suo team Matador iniziano ad allenarsi il 19 marzo, approfittando della regata Palma Vela, dove saranno raggiunti da Artemis, Cristabella e dai russi di Synergy.

Bribon - Audi MedCup Il team spagnolo Bribón ha apportato modifiche minori al suo scafo, oltre a quelle previste dal regolamento: è passato al timone a barra, cambiato il sistema di controllo della randa, e modificato la deckline nella poppa, conformandosi ai TP52 più nuovi. Navigherà con un equipaggio quasi totalmente spagnolo, con Gonzalo Araujo al timone coadiuvato dal britannico (e due volte medagliato olimpico) Ian Walker alla tattica.

Ignasi Triay, project manager e trimmer su BribĂłn, dice: “Non sarĂ  facile per noi, considerando anche che la nostra barca è alla quarta stagione. Acchiappare team come Quantum Racing, Team Origin o Emirates Team New Zealand non sarĂ  semplice ma ce la metteremo tutta. Il mondiale ci ha dimostrato che, con vento leggero e mare piatto, la barca è davvero competitiva. L’anno scorso Dean Barker ha detto che secondo lui, se non facciamo errori, possiamo arrivare fra i primi tre. Ma loro hanno una barca che gli consente di recuperare anche una brutta partenza, per noi non è così…”.

Come BribĂłn, anche il team britannico Cristabella di John Cook, è basato a Palma e per il suo scafo sono previste modifiche all’armo e una rotazione dell’equipaggio. Per il 2010 nel ruolo di prodiere ci sarĂ  l’irlandese Justin Slattery – che ha vinto un giro del mondo – insieme al navigatore Simon â€SiFi’ Fisher.

Brendan Darrer project manager di Cristabella dice: “Certamente sarĂ  una stagione dura per noi; lo diciamo ogni anno e, infatti, è così, ma speriamo che questa sia la stagione del â€crack’, dove finalmente possiamo dimostrare un reale miglioramento. Ci contiamo molto”.

Le speranze del pubblico â€di casa’ sono affidate ovviamente a Pedro Mendonça e al suo Bigamist che si è allenato tutto l’inverno nelle acque di Cascais. Il team portoghese, che ha avuto un’ottima prestazione nel 2009, può aspirare a grandi risultati per la stagione 2010 dell’Audi MedCup.

Anche la flotta dei GP42 prende corpo. Al momento, c’è sicuramente almeno una barca nuova nel Circuito, che ha deciso di partecipare dopo aver corso il mondiale di flotta nel 2009.

Pensando al pubblico
La stagione che inizierĂ  tra due mesi non vedrĂ  solo nuovi team, nuove regole e nuove sedi ma anche e soprattutto, un nuovo sforzo per avvicinare il pubblico all’Audi MedCup Circuit e farlo appassionare a questo sport. Fernando Iñigo, Direttore Marketing dell Circuito Audi MedCup e di World Sailing Management, spiega: “Stiamo lavorando per consolidare il successo ottenuto l’anno passato in TV, aggiungendo alcune importanti novitĂ  – che scoprirete a breve – e che rivoluzioneranno il concetto di comunicazione nello sport della vela. Inoltre, abbiamo disegnato una bellissima e originale area pubblica che certamente contribuirĂ  a realizzare il nostro obiettivo: rendere il Circuito Audi MedCup un evento popolare e amatissimo. In questo senso, la scelta di Barcellona e Cascais, è fondamentale!”.


AUDI MEDCUP 2010, TWO MONTHS TO GO: COMMENCING COUNTDOWN
[Audi MedCup Circuit, Press Release] It is two months before the start of the first regatta of the 2010 Audi MedCup Circuit season, the Portugal Trophy which will take place on the testing Atlantic waters and winds off Cascais, raising the curtain on what promises to be a fascinating and exciting year for the world’s leading regatta circuit. Leggi tutto »

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Louis Vuitton Auckland, il primo acuto di Mascalzone Latino

Inviato da Zerogradinord il 11 marzo 2010

Aleph - Louis Vuitton Trophy Azzurra - Louis Vuitton Trophy Louis Vuitton Trophy

Louis Vuitton Trophy – Auckland – C’era vento forte nel Waitemata Harbour per il terzo giorno di regata del Louis Vuitton Trophy, poche nuvole veloci, sole intenso. Condizioni che piacciono ai velisti del posto, infatti sono usciti in tanti con le loro barche per godere lo spettacolo di grande vela del Louis Vuitton Trophy. Le due barche italiane avevano impegni importanti.

Per Azzurra, in regata nella seconda prova del giorno c’era da dimostrare che l’equipaggio considerato fortissimo con le brezze leggere del Mediterraneo era in grado di interpretare anche una giornata difficile. Purtroppo il team franco tedesco All4One è riuscito a interrompere la serie positiva di Francesco Bruni e del suo equipaggio somministrandogli la prima sconfitta con un distacco di 46”. Dopo una partenza in cui il timoniere Sebastien Col ha mostrato i denti il momento chiave è verso la fine dell’ultima bolina, mentre Azzurra è a destra e ha quasi una lunghezza di vantaggio All4One riceve un aiuto da un salto di vento, si porta in una situazione favorevole e costringe gli italiani a navigare oltre la layline. In quel momento non tutto è perduto anche se All4One gira la boa con un piccolo vantaggio. Nella rapida corsa verso il cancello di poppa Azzurra mette la prua avanti, ma ancora una volta gli avversari la costringono a navigare fuori dal campo e a risalire verso il cancello di bolina. Qui un problema issando il genoa. Su All4One cominciano a pensare di aver chiuso la pratica navigando di bolina in “lose cover” con gli italiani. Il vento salta e avvicina Azzurra, ma non basta. Azzurra tenta un gybe set che non riesce. Insomma è una giornata buona per prendere appunti degli errori da non fare. Capita. Dice Francesco Bruni: “Ovviamente sono meno felice rispetto a ieri, ma è stata una regata molto combattuta, c’era un bel vento. Abbiamo vinto la partenza e abbiamo fatto un bel lavoro nella prima bolina, poi abbiamo commesso un errore di pianificazione e lì All4One ci ha superato. Sono stati più bravi di noi, ci hanno tenuti controllati bene e non hanno commesso errori. Hanno disputato un ottimo match e si sono meritati la vittoria”.

Nella terza regata del giorno è andata meglio a Mascalzone Latino Audi Team che segna sul tabellone la sua prima vittoria ai danni di Aleph, il team francese condotto da Bertrand Pace, un uomo di rara esperienza nel grande gioco della Coppa America. Gavin Brady ha mostrato subito di essere in una delle sue giornate buone, maltrattando l’avversario fin dal box di partenza con scelte precise. Brady e il tattico Larson hanno navigato a sinistra conquistando tutti i vantaggi di piccoli salti e spingendo l’avversario oltre la lay line in prossimità della boa di bolina. La regata si chiude lì, senza che i francesi riescano a reagire e tornare vicini all’avversario. Per Mascalzone Latino Audi Team, dopo le prime due regate dominate dall’incertezza, è un punto importante.

Nella prima regata della giornata Emirates Team New Zealand ha battuto Team Origin. Dopo una rincorsa serrata gli inglesi al momento di ammainare il gennaker fanno una gran confusione. Ben Ainslie dirà dopo l’arrivo “Abbiamo cercato di cambiare programma, ma la prua non era pronta. Lo abbiamo pagato”. Con il tangone rotto e altri danni a bordo gli inglesi sono fuori gioco e i kiwi restano a pieni punti con tre vittorie.

Nella quarta regata di Artemis controlla fin dall’inizio molto bene Synergy che prende anche una penalità. Le due barche partono appaiate vicino alla boa ma Artemis si avvantaggia subito sulla sinistra. Per gli avversari ci sono poche speranze di ribaltare il risultato.

Emirates Team New Zealand batte Team Origin
All4One batte Azzurra
Mascalzone Latino Audi Team batte Team Aleph
Artemis batte Synergy

Classifica dopo due giornate
Emirates Team New Zealand
– pt. 3
Azzurra,
All4One, Artemis – pt. 1
Team Origin
, Team Aleph, Mascalzone Latino Audi Team - pt. 1
Synergy
– pt. 0

I match di domani
All4One vs Emirates Team New Zealand
Aleph vs Team Origin
Azzurra vs Artemis
Synergy vs Mascalzone Latino Audi Team

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La conferenza stampa post regata (the post regatta press conference, ENG).


LOUIS VUITTON TROPHY, HIGH TEMPO SAILING ACTION IN THE WAITEMATA
[Louis Vuitton Trophy Press Release] After three days of competition, Emirates Team New Zealand representing the host Royal New Zealand Yacht Squadron is undefeated with three wins while three teams each have a 2-1 record. They are the German/French team All4One, the Swedish team Artemis and Azzurra from Italy. Leggi tutto »

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Louis Vuitton Trophy, Azzurra raddoppia, Mascalzone che peccato

Inviato da Zerogradinord il 10 marzo 2010

Team Origin - Louis Vuitton Trophy Azzurra - Louis Vuitton Trophy All4One - Louis Vuitton Trophy

Louis Vuitton Trophy – Auckland – Grande giornata per i team italiani impegnati nel Louis Vuitton Trophy di Auckland. Azzurra vince la sua seconda regata battendo Synergy con un vantaggio di 41 secondi. Mascalzone Latino Audi Team finisce sconfitto da Emirates Team New Zelaand ma solo dopo aver provato di essere perfettamente in grado di restare in regata: lo ha fermato un incidente alla drizza del genoa, anzi, a un piccolo particolare: il “grillo” che la collega alla vela. E’ successo dopo una partenza entusiasmante e dopo che i kiwi tentavano il sorpasso nella seconda bolina. E’ andata male, ma l’equipaggio di Mascalzone Latino Audi Team ha dimostrato che può essere in regata e che sta rapidamente imparando a gestire la barca: “Si è rotto un grillo… capita – dice Flavio Favini stratega della barca italiana – siamo stati bravi in partenza m abbiamo lasciato troppo spazio all’avversario che si è avvicinato troppo”.

Azzurra ancora una volta ha dimostrato di avere un equipaggio che sa produrre risultati costanti: i russi a Nizza si erano dimostrati pericolosi dopo qualche giorno di affiatamento e anche a Auckland può succedere la stessa cosa. Tommaso Chieffi spiega così la regata: “Volevamo partire a destra, ma per farlo abbiamo sacrificato un poco la velocità. Nella prima bolina Synergy ha sfruttato un piccolo salto di vento conquistando una lunghezza, ma dopo noi abbiamo usato la nostra posizione a destra per controllarli. Dopo il sorpasso siamo stati attenti a non sbagliare”. Insomma, regata quasi facile per Azzurra che con due vittorie è pari a Emirates Team New Zealand e comincia a salire nella parte alta della classifica.

Negli altri match della giornata Team Origin di Ben Ainslie ha battuto bene All4One con Sebastien Col al timone, vincendo con un vantaggio di oltre un minuto: gli inglesi hanno controllato tutta la regata, al primo incrocio avevano già due lunghezze di vantaggio. Artemis, la barca di Paul Cayard, ha ridicolizzato i francesi di Team Aleph con una partenza da campioni. Terry Hutchinson, che nel 2007 era tattico per i neozleandesi, sta dimostrando di saperci fare anche al timone e di saper ascoltare il “vecchio” Cayard che ha scelto di fare il
tattico dopo il debutto di Nizza, dove aveva lasciato questo ruolo a Morgan Larson.

La regata di Mascalzone Latino Audi Team
Emirates Team New Zealand ha battuto Mascalzone Latino Audi Team. Il timoniere della barca italiana era riuscito ad annullare il vantaggio di quella neozelandese nell’ingresso nel box di partenza, issava infatti la bandiera gialla. Brady ha dimostrato di non temere l’avversario e ha più volte manovrato in maniera aggressiva riuscendo a vincere la partenza. Con un vento che soffiava a circa undici nodi Mascalzone Latino al primo incrocio con i kiwi aveva un vantaggio di circa una lunghezza. Mascalzone navigava bene nella prima bolina e alla prima boa era ancora solidamente in vantaggio. Ma i kiwi non si davano per sconfitti e al cancello di poppa avevano recuperato gran parte dello svantaggio girando con soli otto secondi di ritardo. Dopo un duello serrato, Mascalzone cercava di restare in una posizione sottovento quando si rompeva il grillo della drizza del genoa, spezzando anche le speranze del team di conquistare la prima vittoria.

La regata di Azzurra
Azzurra batte Synergy per 41 secondi. La barca russa timonata da Karol Jablonsky riusciva a tagliare la linea di partenza con la prua un poco avanti e sottovento ad Azzurra, che voleva partire a destra dopo aver visto i match precedenti. Gli italiani non potevano resistere in quella posizione e sono stati costretti a virare. Synergy, partito più rapidamente, si è presentato al primo incrocio dopo aver conquistato quasi una lunghezza di vantaggio. Arrampicando di bolina verso la boa i due si producono in un tacking duel con piccoli guadagni di Azzurra ad ogni virata. Dopo la decima virata, Azzurra ha potuto finalmente navigare verso la layline e considerarsi davanti all’avversario. Da li in poi è una progressione continua per la barca italiana che ha navigato stando bene attenta a non sbagliare.

Risultati Day 2
Emirates Team New Zealand
batte Mascalzone Latino Audi Team
Team Origin batte All4One
Azzurra
batte Synergy
Artemis
batte Team Aleph

Classifica dopo due giornate
Emirates Team New Zealand, Azzurra – pt. 2
Team Origin, All4One, Artemis, Team Aleph – pt. 1
Mascalzone Latino Audi Team, Synergy – pt. 0

I match di domani
Team Origin vs Emirates Team New Zealand
Azzurra vs All4One
Aleph vs Mascalzone Latino Audi Team
Synergy vs Artemis


LOUIS VUITTON TROPHY, GEAR FAILURE PUTS FINISH TO A CLOSE KIWI-ITALIAN ENCOUNTER
[Louis Vuitton Trophy Press Release] American-based Kiwi Gavin Brady and his largely international team of Latin Rascals took the fight to host Emirates Team New Zealand in their Louis Vuitton Trophy race today, only to lose after a gear failure.

Brady, with American tactician Morgan Larson calling the shots, pulled off a risky pre-start strategy against skipper Dean Barker on the New Zealand boat, pushing Emirates Team New Zealand deep into the start box after a dialup but breaking clear with immaculate timing to grab the start he wanted – a port tack cross at speed, right at the committee boat. Leggi tutto »

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Louis Vuitton Trophy, Azzurra con il piede giusto

Inviato da Zerogradinord il 9 marzo 2010

Azzurra vs Team Origin - Louis Vuitton Trophy All4One vs Mascalzone Latino Audi Team - Louis Vuitton Trophy All4One - Louis Vuitton Trophy

Louis Vuitton Trophy – Auckland – Gioia e dolore tra i sindacati italiani iscritti al Louis Vuitton Trophy in corso a Auckland. Azzurra, la barca dello Yacht Club Costa Smeralda, ha vinto bene la sua prima regata che il sorteggio ha voluto contro Team Origin, squadrone inglese. Il timoniere Francesco Bruni e il tattico Tommaso Chieffi hanno condotto una regata di estrema pulizia senza mai esprimere una incertezza tattica confermando che la sintonia mostrata a Nizza non è casuale. Il loro rientro insomma è autorevole: “E’ stata una regata molto vicina all’inizio – dice il tattico Tommaso Chieffi – perchè siamo arrivati alla boa appaiati, la loro manovra di gybe set ci ha consentito di passare, ma poi anche al cancello di poppa abbiamo pensato per un po’ di essere tornati dietro: fortunatamente abbiamo fatto la scelta giusta”.

Il poderoso Team Origin è uno dei team che incute massimo rispetto per la qualitĂ  olimpica dei velisti coinvolti (5 medaglie d’oro complessive appese al collo di Ben Ainslie e Iain Percy). Alla partenza gli inglesi controllano e conquistano il lato destro del campo, che si era rivelato favorito giĂ  nella prima regata. Ma Azzurra riesce a sfruttare meglio la velocitĂ  della barcha NZL-92, considerata migliore dell’altra, e a presentarsi alla prima boa di bolina davanti all’avversario, anche se in una posizione sottovento (in cui può essere controllata). Il passaggio della boa è spettacolare, con le barche che salgono molto oltre: Team Origin cerca di sfruttare il vantaggio del suo diritto di rotta, ma Azzurra riesce a issare prima il gennaker e a costringere l’avversario a una strambata, molto costosa perchè lenta. Azzurra trasforma una situazione di pericolo in un vantaggio. Poco dopo la barca italiana è infatti in testa, gira il cancello di poppa con 40 secondi di vantaggio, margine che non cambia dopo la seconda bolina. Conclude con un vantaggio di 53 secondi.

Mascalzone Latino Audi Team deve invece piegarsi all’esperienza del team franco tedesco All4One che riesce a controllarlo per tutta la regata. Gli italiani sono apparsi aggressivi in partenza e talvolta in posizione vantaggiosa. Ma alla fine, dopo essere stati superati, non sono mai riusciti a rientrare in regata. Bravi gli avversari, che hanno scelto il lato dove il vento soffiava con piĂą energia.

Per Mascalzone Latino Audi Team portata da Gavin Brady è dunque un debutto amaro, la sconfitta somministrata da All4One è piuttosto netta. Alla partenza gli avversari si esprimono in un circling abbastanza aggressivo, il timoniere francese Sebastien Col protegge e conquista la destra, taglia con qualche metro di vantaggio ma Mascalzone, grazie a una raffica, mette la prua avanti di una decina di metri che gli restano per quasi mezzo lato. A centro campo si vede una scaramuccia di tacking duel con All4One sempre saldamente a destra, con il vantaggio che cresce piano piano. Alla prima bolina il suo margine è di 19 secondi, al cancello di poppa di 34″, alla seconda bolina 32″, che salgono a 44″ sul traguardo.

Il terzo match del giorno era tra Emirates Team New Zealand di Dean Barker e Artemis di Paul Cayard. La vittoria è andata ai padroni di casa dopo una regata combattuta.
Ha chiuso la giornata l’incontro tra i russi di Synergy (Karol Jablonsly) e i francesi di Aleph (Bertrand Pacè): un errore in manovra dei russi (quando comunque Aleph era in testa) ha compromesso l’esito del match per i russi.

I match di domani sono: Team Origin vs All4One, Mascalzone Latino Audi Team vs Emirates Team New Zealand, Azzurra vs Synergy, Aleph vs Artmemis.

Louis Vuitton Trophy Auckland, results and standings
All4One batte Mascalzone Latino Audi Team
Azzurra batte Team Origin
Emirates Team New Zealand batte Artemis
Team Aleph
batte Synergy

Azzurra, Emirates Team New Zealand, Team Aleph, All4One – pt. 1
Synergy, Artemis, Team Origin, Mascalzone Latino Audi Team – pt. 0


LOUIS VUITTON TROPHY, AZZURRA DELIVERS OUT-STAND PERFORMANCE ON DAY ONE
[Louis Vuitton Trophy Press Release] Italian skipper and helmsman Francesco Bruni snatched a victory from Britain’s three-time Olympic gold medallist Ben Ainslie at the first weather mark of their race as their boats rounded the mark overlapped. Sailing above the mark, Ainslie tried to luff his opponent only to see the Italian execute a swift spinnaker set, sail clear and go on to win. Leggi tutto »

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Louis Vuitton Pacific Series, c’era una volta ad Auckland

Inviato da Zerogradinord il 8 marzo 2010

Louis Vuitton Pacific Series – Auckland – Alla vigilia del Louis Vuitton Trophy di Auckland riviviamo le emozioni delle Louis Vuitton Pacific Series, evento pilota disputato in Nuova Zelanda lo scorso anno conclusosi con la vittoria di Emirates Team New Zealand su Alinghi.

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Video courtesy Louis Vuitton Trophy.


LOUIS VUITTON PACIFIC SERIES, ONCE UPON A TIME IN AUCKLAND
Louis Vuitton Pacific Series – Auckland – The day before the beginning of the Louis Vuitton Trophy we relive the emotions of the Louis Vuitton Pacific Series, held one year ago in New Zealand and won by Emirates Team New Zealand.

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Omega Auckland Match Racing Regatta, il trionfo di Barker

Inviato da Zerogradinord il 6 marzo 2010

Omega Auckland Match Racing Regatta Dean Barker e Ben Ainslie - Omega Auckland Match Racing Regatta Dean Barker - Omega Auckland Match Racing Regatta

Omega Auckland Match Racing Regatta – Auckland – Superando Ben Ainslie con un secco due a zero, il timoniere di Emirates Team New Zealand, Dean Barker, si è aggiudicato l’Omega Auckland Match Racing Regatta, evento di match race che nel corso degli ultimi giorni ha eletto le acque della Waitemata Bay a teatro di duelli estremamente combattuti, talvolta caratterizzati da vento teso instabile.

Qualificatosi per la finale grazie al successo ottenuto in semifinale sul campione del mondo in carica, Adam Minoprio, Barker aveva chiuso il Round Robin al quarto posto, staccato di diverse lunghezze da Ben Ainslie, dominatore della prima fase ed egemonizzatore della semifinale contro il giovane australiano Torvar Mirsky.

A mancare la clamorosa qualificazione alle semifinali è stato il timoniete di Synergy Karol Jablonski, fatto fuori proprio da Dean Barker in virtù del risultato nello scontro diretto.

Fuori dalla top four anche Francesco Bruni. Il timoniere di Azzurra , di ritorno in Nuova Zelanda un anno dopo la felice esperienza con Damiani Challenge, non è riuscita a compiere un’impresa che giĂ  ieri sembrava quasi impossibile e si è dovuto accontentare dell’ottava piazza, davanti a Chris Dickson e Sebastien Col.

Final Results
1st Dean Barker
2nd Ben Ainslie
3rd Adam Minoprio
4th Torvar Mirsky
5th Karol Jablonski
6th Bertrand Pace
7th Magnus Holmberg
8th Francesco Bruni
9th Chris Dickson
10th Sebastien Col

Per leggere i risultati clicca qui.

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Omega Auckland Match Racing Regatta, Ainslie ancora in testa

Inviato da JaB il 5 marzo 2010

Dean Barker e Ben Ainslie - Omega Auckland Match Racing Regatta Dean Barker - Omega Auckland Match Racing Regatta Azzurra - Omega Auckland Match Racing Regatta

Omega Auckland Match Racing Regatta – Auckland – Si è svolta nelle acque della Waitemata Bay la terza giornata di regate valide per l’Omega Auckland Match Racing Regatta, evento di match race che vede impegnati alcuni dei velisti piĂą quotati al mondo.

Ben Ainslie, il timoniere britannico di Team Origin, continua a dominare la classifica vincendo 13 match su 15. Lo seguono, in seconda e in terza posizione, Karol Jablonski di Team Synergy (9-6) e il campione del mondo di uno contro uno Adam Minoprio (9-7).

Francesco Bruni, al timone di Azzurra (6-9), nonostante le vittorie di oggi contro Karol Jablonski e Chris Dickson, non ha grandi speranze di raggiungere la semifinale.

Classifica dopo 15 voli
Ben Ainslie, 13-2
Karol Jablonski, 9-6
Adam Minoprio, 9-7
Dean Barker, 8-7
Bertrand Pace, 8-7
Torvar Mirsky, 8-7
Magnus Holmberg, 6-9
Francesco Bruni, 6-9
Sebastien Col, 5-11
Chris Dickson, 4-11


OMEGA AUCKLAND MATCH RACING REGATTA, AINSLIE EXTENDS HIS LEAD
[Omega Auckland Match Racing Regatta Press Release] British triple Olympic gold medallist Ben Ainslie and his Team Origin crew continued to dominate the Omega Auckland Match Racing Regatta today and by the end of racing were the only team to have secured a semi-final berth. Leggi tutto »

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Omega Auckland Match Racing Regatta, Ainslie è ancora il leader

Inviato da Zerogradinord il 4 marzo 2010

Bertrand Pace - Omega Auckland Match Racing Regatta Omega Auckland Match Racing Regatta – Auckland – Raffiche di vento sino a 25 nodi hanno impedito il regolare svolgimento della seconda giornata di regate valide per l’Omega Auckland Match Racing Regatta, evento di match race che agli antipodi sta impegnando alcuni tra i migliori timonieri del mondo in una serrata serie di un contro uno: “Il vento era troppo forte per gli MRX impegnati tra le boe – ha spiegato il Principal Race Officer, John Rountree – Non era piĂą un match race equilibrato”.

Dopo la produttiva giornata di apertura, il Comitato Organizzatore si è dovuto accontentare della disputa di due soli voli, voli che hanno visto il britannico Bean Ainslie rinforzare la propria leadership. Lo skipper di Team Origin ha infatti vinto entrambi i match, il primo contro Sebastien Col, il secondo contro Chris Dickson.

La classifica non è cambiata più di tanto. Dietro ad Ainslie resistono in tre, tutti i pari punti: Dean Barker, Adam Minoprio e Kaol Jablonski, subentrato a Bertrand Pacé. Anche Francesco Bruni, incassando una vittoria e una sconfitta, ha mosso di poco la propria posizione.

Classifica dopo 10 voli
Ben Ainslie, 8-2
Dean Barker, 6-4
Adam Minoprio, 6-4
Karol Jablonski, 6-4
Bertrand Pace, 5-5
Torvar Mirsky,  5-5
Francesco Bruni, 4-6
Sebastien Col, 4-6
Chris Dickson, 3-7
Magnus Holmberg, 3-7


OMEGA AUCKLAND MATCH RACING REGATTA, BEN AINSLIE IS STILL THE LEADER
[Omega Auckland Match Race Regatta Press Release] Winds gusting over 25 knots and big windshifts forced an early end to the second day of racing in the Omega Auckland Match Racing Regatta today – after some spectacular early action saw the teams at the edge of control. Leggi tutto »

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Omega Auckland Match Racing Regatta, di Ben Ainslie la prima leadership

Inviato da JaB il 3 marzo 2010

Karol Jablonsky e Adam Minoprio - Omega Auckland Match Racing Regatta Adam Minoprio e Dean Barker - Omega Auckland Match Racing Regatta Ben Ainslie e Karol Jablonski - Omega Auckland Match Racing Regatta

Omega Auckland Match Racing Regatta – Auckland – Grandi momenti di vela nelle acque della Waitemata Bay, dove nel corso della notte italiana si è aperta ufficialmente l’Omega Auckland Match Racing Regatta, evento di match race indipendente che ha chiamato a raccolta i grandi specialisti dell’uno contro uno, piĂą o meno gli stessi che a partire da lunedì si daranno battaglia tra le boe del Louis Vuitton Trophy.

Al termine di una giornata caratterizzata dal vento instabile e dalla forte corrente, a guidare la classifica provvisoria è Ben Ainslie (Team Origin). Forte di uno score di 6 vittorie e 2 sconfitte, il timoniere britannico anticipa di una lunghezza il già campione del mondo di match race, Bertrand Pace (Team Aleph), Dean Barker (Emirates Team New Zealand) e il campione iridato in carica Adam Minoprio, protagonista con il già citato Barker del duello più combattuto.

Proprio Minoprio e il suo rivale di sempre, Torvar Mirsky, sono gli unici due skipper provenienti esclusivamente dal World Match Racing Tour. Tutti gli altri competitors hanno esperienze pregresse di Coppa America, tanto che il soprendente Bertrand Pace ha dichirato: “Il livello è stellare, qui la realtĂ  è che chiunque può battere chiunque”.

Un’affermazione supportata dalla classifica particolarmente corta: tra il primo, Ainslie, e l’ultimo, Francesco Bruni, il distacco è di appena tre punti. Davvero un niente se si pensa che il programma dell’evento si articola su due Round Robin, semifinali e finali.

Le regate si svolgono nella Waitemata Bay a bordo degli MRX, un monotipo disegnato da Bruce Farr.

Classifica dopo 8 voli
Ben Ainslie, 6-2
Dean Barker, 5-3
Bertrand Pace, 5-3
Adam Minoprio, 5-3
Karol Jablonski, 4-4
Torvar Mirsky, 3-5
Chris Dickson, 3-5
Magnus Holmberg, 3-5
Sebastien Col, 3-5
Francesco Bruni, 3-5

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Omega Auckland Match Cup, da domani si fa sul serio

Inviato da Zerogradinord il 2 marzo 2010

Omega Auckland Match Cup – Auckland – Con lo svolgimento dell’ultima sessione di prove si è conclusa la lunga attesa che ha condotto gli appassionati e gli skipper alla vigilia della prima giornata dell’Omega Auckland Match Cup, evento di match race che anticipa di una settimana appena lo svolgimento del Louis Vuitton Trophy.

A darsi battaglia saranno dieci team di caratura internazionale, divisi tra giovani talenti e vecchie conoscenze dell’uno contro uno di altissimo livello. Tra questi non mancherĂ  Adam Minoprio. Il numero uno della ranking list, nonochè campione del mondo in carica, si è presentato da par suo, vincendo la serie di prova a dispetto delle logiche scaramantiche. “Eravamo un pò preoccupati circa la superstizione che consiglia di non vincere le regate di prova” ha poi ammesso il talentuoso kiwi.

Giovani talenti da una parte e veterani come Dean Barker dall’altra. Lo skipper di Emirates Team New Zealand è alla testa di una nutrita schiera di volti noti. Tra questi non mancheranno Ben Ainslie, Francesco Bruni, Sebastien Col, Karol Jablonski e Chris Dickson, al rientro sulla scena internazionale dopo alcune stagioni di anonimato.

Per Grant Dalton, CEO di Emirates Team New Zealand ed ideatore dell’evento, il bello dell’Omega Auckland Match Cup è il fatto che da grande visibilitĂ  e permette di misurarsi ad armi pari a quei timonieri che, pur avendo grande esperienza, solitamente sono lonatni dalle boe del circuito internazionale.


OMEGA AUCKLAND MATCH CUP, THE EVENT WILL START TOMORROW
[Omega Auckland Match Cup] Fierce duels were fought on the Waitemata Harbour during a practice session for the Omega Auckland Match Racing Regatta today gave notice that fireworks can be expected over the next four days as the invited field of top international match racers do battle for the top honours. Leggi tutto »

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Volvo Ocean Race, lunedì verrà reso noto il percorso

Inviato da Zerogradinord il 18 febbraio 2010

Ericsson 4 - Volvo Ocean Race Volvo Ocean Race – Alicante – VerrĂ  reso noto lunedì mattina alle ore 11.00 il percorso della prossima Volvo Ocean Race che prenderĂ  il via da Alicante nell’autunno del 2011.

Tra i sicuri partecipanti all’evento ci saranno Groupama di Franck Cammas, che ha lanciato un progetto articolato su tre partecipazioni, uno o due sindacati spagnoli (Ayre Challenge potrebbe essere uno di questi) e Italia 70, che sotto la guida di Giovanni Soldini riportarĂ  la vela italiana attorno al mondo a sedici anni dalla sfida di Brooksfield.

Non è poi da escludere la partecipazione di qualche team particolarmente rinomato, come Emirates Team New Zealand – Grant Dalton non ha mai fatto mistero di essere sempre affascinato dal giro del mondo per eccellenza – e Alinghi. Non a caso ieri pomeriggio Ernesto Bertarelli ha dichiarato: “…aspetteremo di capire quali saranno le nuove regole dell’America’s Cup. Prenderemo in considerazione anche altri eventi dove poter continuare a dimostrare quello che abbiamo giĂ  dimostrato così a lungo in passato. Difenderemo i nostri colori in giro per il mondo sulle piĂą belle imbarcazioni possibili”.


VOLVO OCEAN RACE, THE NEW ROUTE WILL BE ANNOUNCED ON MONDAY
Volvo Ocean Race – Alicante -  The Volvo Ocean Race will commence the introduction of the new route for 2011-12 on Monday 22 February.  A press release will be issued at 11.00 CET.

Among the participants in the event there will for sure Groupama, one or two Spanish team (Ayre Challenge could be one of these) and Italy 70, that under the lead of Giovanni Soldini will bring the Italian sailing around the world sixteen years after the challenge of Brooksfield.

It’s not to exclude the participation of some well know sailing team like Emirates Team New Zealand and why not Alinghi. Yesterday afternoon Ernesto Bertarelli said: “…we will be waiting to find out about the next America’s Cup rules. We are a sailing team. We will consider also other events where we can shine as we’ve shined for so long now, and defend our colours across the world on beautiful sailboats”.

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Volvo Ocean Race, Grant Dalton in contatto con Equipo Telefonica

Inviato da Zerogradinord il 3 dicembre 2009

Grant Dalton - Audi MedCup 2009 Volvo Ocean Race – Auckland – IL CEO di Emirates Team New Zealand, Grant Dalton, ha confermato di avere avviato dei colloqui con l’Equipo Telefonica in vista della prossima Volvo Ocean Race. La notizia è stata diffusa da Richard Gladwell tramite Sail-World.

“Non è un segreto il fatto che sia molto attratto dall’idea di prendere parte a un altro giro del mondo e posso ammettere di aver parlato con l’Equipo Telefonica – ha affermato Dalton – Al momento non c’è nessun impegno da parte di nessuno. Ho piĂą volte esortato Emirates Team New Zealand a considerare altre strade per espandere i propri orizzonti e il successo ottenuto nella stagione TP52 dimostra la fondatezza dei miei ragionamenti”.

Dalton, ovviamente, dovrebbe lasciare i kiwi in caso di coinvolgimento nella prossima Volvo Ocean Race, ma è scontato che a fine campagna ritornerà nel team, nel frattempo governato dalla coppia Barker-Shoebridge, con un ruolo simile a quello ricoperto da Sir Peter Blake nella Coppa America del 2000.

Il fuoriclasse neozelandese, che aveva a lungo lavorato a un progetto congiunto con lo Yacht Club Costa Smeralda prima che il club italiano riversasse i suoi sforzi nel Louis Vuitton Trophy e, quindi, nel progetto Coppa America, guarda con interesse all’Equipo Telefonica, unico assieme all’Ericsson Racing team ad aver iscritto due barche all’ultima edizione, anche perchè il progettista delle barche del team spagnolo sarĂ  Marcelino Botin, storico designer di Emirates Team New Zealand.

Un’opportunitĂ  al vaglio del management del team iberico, derivante dal fatto che le campagne con due barche sono bandite, sarebbe quella di creare un secondo sindacato, sponsorizzato da Telefonica, da affidare proprio a Grant Dalton e che potrebbe regatare con un team composto da membri di Emirates Team New Zealand, mentre il Telefonica spagnolo continuerebbe a essere guidato da Pedro Campos e avrebbe un equipaggio tutto iberico.


VOLVO OCEAN RACE, GRANT DALTON CLOSE TO EQUIPO TELEFONICA
[Source Sail World] Emirates Team NZ CEO, Grant Dalton has confirmed to Sail-World that he has been in discussion with Spanish telco Telefonica regarding an involvement in the next Volvo Ocean Race.

Dalton would not disclose the specifics of his involvement, saying: “It is no secret of my desire to be involved in the Volvo Ocean Race and yes I have spoken to Telefonica. There is no commitment at this stage from either party. I have also stated a number of times that Emirates Team New Zealand should consider expanding its horizons, the successful TP52 season is an example of that and the Volvo Ocean Race must be considered as well”. Leggi tutto »

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Louis Vuitton Trophy, Azzurra felicitĂ 

Inviato da Zerogradinord il 22 novembre 2009

Azzurra - Louis Vuitton Trophy Louis Vuitton Trophy – Nizza – Sovvertendo i pronostici che davano per favorito Emirates Team New Zealand, Azzurra si è aggiudicata la vittoria nel Louis Vuitton Trophy di Nizza. Un successo certo non annunciato, ma che, alla luce della soliditĂ  dimostrata dall’equipaggio italiano nel corso di tutta la manifestazione, risulta netto e meritato.

Confermandosi ottimo interprete delle timide brezze mediterranee, Francesco Bruni, brillantemente assistito da un pozzetto in forma smagliante – Tommaso Chieffi il tattico – e da un equipaggio reattivo e mai in affanno, ha tenuto in mano le redini del doppio duello sin dalle battute iniziali, chiudendo con metodica precisione ogni possibile via di rimonta al team di Dean Barker.

Ed è proprio un successo di squadra quello che stanno festeggiando gli uomini di Azzurra, perchè in un evento come il Louis Vuitton Trophy, dove si regata con barche pressoché identiche, a fare la differenza sono unicamente le capacità tecnico-tattiche.

Battuti 2 a 0, i kiwi, dominatori del girone di qualificazione prima, e di una bellissima semifinale contro Synergy poi, non sono riusciti a confermare il successo di Auckland e hanno accettato il verdetto del campo con grande sportivitĂ , riconoscendo al team dello Yacht Club Costa Smeralda un’eccellente visione del campo di regata.

Davvero un ritorno in grande stile, quindi, per Azzurra, nome che gli italiani hanno imparato a conoscere nel lontano 1983, epoca della prima sfida tricolore alla Coppa America. Un nome e un logo mai dimenticati, rispolverati dal commodoro Riccardo Bonadeo e dal presidente del team Giovanni Maspero con un tempismo a dir poco perfetto.

Il Louis Vuitton Trophy, conclusosi con le piazze d’onore conquistate dai kiwi e dai russi di Synergy, saluterĂ  Nizza in serata con lo svolgimento della cerimonia di premiazione. Il prossimo appuntamento è in programma per marzo nelle acque neozelandesi del Golfo di Hauraki.

Il Louis Vuitton Trophy tornerĂ  in Mediterraneo verso la fine di maggio, quando farĂ  tappa a La Maddalena.

Per leggere la cronaca delle regate odierne clicca qui.

Risultati del giorno
Finale, Gara 1: Azzurra batte Emirates Team New Zealand di 26″ (1-0)
Finale, Gara 2: Azzurra batte Emirates Team New Zealand di 17″ (2-0)

Classifica finale
1. Azzurra
2. Emirates Team New Zealand
3. Synergy
4. Team Origin
5. All4One
6. BMW Oracle Racing
7. Artemis
8. TFS Pages Jaunes


LOUIS VUITTON TROPHY, AZZURRA WINS IN NICE
[Louis Vuitton Press Release] Even before the Louis Vuitton Trophy Nice Côte d’Azur began, Azzurra skipper Francesco Bruni spoke of his passion and honour to be leading an iconic sailing brand back into the fray after a long absence. This afternoon he could barely describe his joy.

Bruni and his Azzurra crew, including tactician Tommaso Chieffi, defeated Emirates Team New Zealand 2-0 in the Grand Final to win this match race regatta. Leggi tutto »

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Louis Vuitton Trophy, l’opinione di Davies

Inviato da Zerogradinord il 22 novembre 2009

Louis Vuitton Trophy – Nizza – Battuti per 2 a 0 da Azzurra, i kiwi sono stati comunque protagonisti di un grande evento. Zerogradinord.it ne ha parlato con il tattico Ray Davies.

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Ray Davies, tattico di Emirates Team New Zealand. Video copyright Zerogradinord.it.


LOUIS VUITTON TROPHY, DAVIES TALKS TO ZEROGRADINORD

Louis Vuitton Trophy - Nice – At the end of the final, Ray Davies, Emirates Team New Zealand’s tactician, talks about the kiwi’s result.

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