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"La Coppa America non ha più la fisionomia suggestiva di un tempo: dopo il boom di Valencia 2007 la situazione è cambiata" ha affermato...

Palermo – “La Coppa America non ha più la fisionomia suggestiva di un tempo: dopo il boom di Valencia 2007 la situazione è cambiata” ha affermato Cino Ricci all’Ansa a margine della conferenza stampa di apertura della Palermo-Montecarlo.

Il noto velista ravennate, che per primo ebbe l’idea di portare l’Italia in Coppa America gettando le basi della sfida di Azzurra del 1983, ha poi aggiunto: “Bertarelli, patron di Alinghi, aveva capito tutto, trasfomando la regata in business e coinvolgendo ampie porzioni di pubblico. L’America’s Cup non è più coinvolgente come lo erano state le ultime edizioni“.

Un punto di vista piuttosto chiaro quello espresso da Cino Ricci, che trova riscontro in alcuni dettagli dell’AC World Series di Cascais, dove poco si è fatto per rendere il pubblico partecipe della manifestazione.

Premiazioni e altri momenti istituzionali, ad esempio, si sono svolti all’interno del Marina, dove, nonostante il libero accesso, la presenza di visitatori è sempre stata decisamente limitata, per non dire pressochè nulla (a occupare la zona antistante il podio erano quasi ed esclusivamente gli addetti ai lavori). Resta da capire come mai, per lo svolgimento di queste attività “d’immagine”, il Comitato Organizzatore non abbia utilizzato il grande palco posizionato a meno di trecento metri dal Marina, a ridosso della spiaggia gremita di bagnanti.

Teatro degli spettacoli serali, il palco era dotato di un enorme maxischermo sul quale venivano trasmesse in diretta le immagini delle regate con commento in lingua inglese preso direttamente dal web. Inutile sottolineare come una cronaca live in portogese avrebbe senza alcun dubbio calamitato l’attenzione del pubblico, e lo avrebbe tenuto raggruppato attorno al palco,i cui paraggi sono rimasti pressoché deserti per buona parte della manifestazione. Una realtà sottolineata da alcune immagini trasmesse dai tre elicotteri impiegati dall’America’s Cup TV.

  • Giovanni Ceccarelli

    19 agosto 2011 #1 Author

    Ha ragione Cino… E’ cone il down hill in bicicketta paragonato al Tour o al Giro… E’ come un A alto con lo snow paragonato ad una discesa libera… E’ come una garadi dragsters paragonata alla formula uno…

    GC

  • Gigi

    19 agosto 2011 #2 Author

    Ancora una volta tanto di cappello a Cino Ricci… non tanto per queste affermazioni ma piuttosto per aver cambiato idea su tutto quello che andava dicendo durante la sfida Alinghi-Oracle, criticando aspramente il Defender ed elogiando lo sfidante, non ricordandosi che la piu’ bella Coppa di sempre è, ed ormai resterà, quella di Valencia. Si sà, solo gli stupidi non cambiano mai idea e lui ora dimostra di non esserlo a differenza di tanti altri.

  • Rasta Snob

    19 agosto 2011 #3 Author

    Caro Cino, premesso che per me sei un mito, devo dissentire dalla tua opinione. L’unico motivo per cui ho seguito le regate di Cascais in diretta sul web con tristezza e poco coinvolgimento è che non c’era un team italiano. Che tristezza. Ci fosse stato Mascalzone Latino in acqua sarei stato molto, molto coinvolto! Credimi avrei urlato e tifato e imprecato.

  • Marcone

    23 agosto 2011 #4 Author

    Con tutto il rispetto e l’ammirazione per il grande Cino, mi pare che la prima della AC debba essere letta proprio al contrario: il pubblico che segue la regata dalle tribune, l’accordo senza precedenti tra l’organizzazione e YouTube per diretta e differita sul Web con decine di telecamere…

    Che poi per i nostalgici (me compreso), il match-race tra multiscafi possa avere meno fascino rispetto alle formule passate puo’ essere vero.

    Staremo a vedere, ma non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia: ci sono le premesse perché la prossima sia la AC più seguita e spettacolare di sempre.

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