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America’s Cup, Mascalzone Latino annuncia il ritiro America’s Cup, Mascalzone Latino annuncia il ritiro
Solo pochi giorni fa, in quel di Portofino, a chi gli chiedeva un parere sul lavoro svolto da Mascalzone Latino in qualità di Challenger... America’s Cup, Mascalzone Latino annuncia il ritiro

Milano – Solo pochi giorni fa, in quel di Portofino, a chi gli chiedeva un parere sul lavoro svolto da Mascalzone Latino in qualità di Challenger of Record della 34ma America’s Cup, Grant Dalton rispondeva, tra il serio e il faceto: “Perché c’è un Challenger of Record?“.

E a noi, che gli chiedevamo come avrebbe giudicato un avvicendamento tra Mascalzone Latino e Artemis Racing, il CEO di Emirates Team New Zealand spiegava: “Credo che il problema, qualora Artemis dovesse diventare il Challenge of Record, sia collegato al fatto che Artemis Racing e Oracle Racing hanno strutture molto simili e sono buoni amici. Da parte nostra non c’è nessuna intenzione di diventare Challenge of Record: vogliamo concentrarsi solo e unicamente sulla sfida. Penso che, alla fin dei conti, non cambierebbe granché, anche perché Mascalzone Latino si è rivelato amico di Oracle Racing e gli americani potrebbero continuare a fare ciò che vogliono anche con Artemis nel ruolo di Challenge of Record“.

Discorsi che hanno precorso i tempi di una manciata di ore: è di questa mattina infatti la notizia del ritiro di Mascalzone Latino. E’ la prima volta nella storia della Coppa che il Challenger of Record si ritira prima dell’inizio della manifestazione. Ad annunciarlo ufficialmente, tramite la lettera che pubblichiamo a seguire, è lo stesso Vincenzo Onorato secondo il quale “…nel nostro sport gli uomini in blazer hanno ormai superato quelli in cerata“. Lui, sostiene, resta un uomo in cerata che quando scende in mare lo fa per vincere. Peccato che l’unica cerata vestita dal deus ex machina di Mascalzone Latino nel corso della 34ma America’s Cup resterà quella di Oracle Racing, indossata a Valencia nel momento della firma del Protocollo.

Individuare il perché di questa decisione è fin troppo facile: a Mascalzone Latino non sono bastati due sponsor per garantirsi quelle chance di successo che lo stesso Onorato aveva indicato come necessarie per rilanciare quella che sarebbe stata la terza sfida presentata dal suo team all’America’s Cup: “Una sfida persa in partenza non mi interessa, mentirei agli sponsor, ai nostri tifosi ed anche a me stesso“.

Ora che il principale sostenitore della America’s Cup griffata Oracle Racing alza bandiera bianca, sono diverse le domande che sorgono spontanee. Su tutte: ma non doveva essere una Coppa low cost?

Cari Amici e Tifosi,
è con profonda tristezza che devo annunciare il ritiro di Mascalzone Latino dalla Coppa America.

Sin dal principio della nostra investitura a Challenger of Record ho lavorato al progetto di ospitare la Coppa nel nostro Paese.

Larry ama profondamente l’Italia ed era entusiasta dell’idea. La Coppa in Italia sarebbe stata la più grande promozione mondiale per le nostre bellissime coste. Ci sono stati degli incontri ad altissimo livello che sembravano far credere al sogno, poi le cose sono andate diversamente.

Come Challenger of Record abbiamo lavorato con umiltà a fianco ad Oracle Racing e sono soddisfatto del risultato raggiunto: una Coppa nuova, spettacolare, con barche, i catamarani, che lanceranno sulla scena internazionale una nuova generazione di velisti.

Con Russell abbiamo discusso a lungo sulla più difficile delle sfide che la prossima Coppa dovrà affrontare: uno scenario internazionale dall’economia depressa e quindi grandi difficoltà a trovare sponsor. Questo è il vero, unico, autentico nemico della prossima Coppa. È nata così l’idea della classe AC45, un modo concreto per far avvicinare molti team all’evento a costi contenuti almeno nella delicata fase dello start-up.

Per quanto riguarda noi, devo ringraziare i due sponsor italiani che ci hanno accordato la loro fiducia. Non riusciamo comunque a raggiungere un budget che ci consenta di essere competitivi.

Nel nostro sport gli uomini in blazer hanno ormai superato quelli in cerata, io resto un uomo in cerata e quando scendo in mare voglio vincere. Una sfida persa in partenza non mi interessa, mentirei agli sponsor, ai nostri tifosi ed anche a me stesso.

Ringrazio gli amici del Club Nautico di Roma. Sono certo che avremo insieme nuove entusiasmanti avventure.

La vela di Mascalzone Latino non finisce comunque con la Coppa, ma prosegue con la scuola per i bambini dei quartieri disagiati di Napoli, una sfida quotidiana, chissà che un giorno non esca da loro un nuovo campione di Coppa.

Buon vento a tutti.

Vincenzo Onorato“.


AMERICA’S CUP, MASCALZONE LATINO RETIRES FROM THE CUP
[Mascalzone Latino Press Release] “Dear Friends and Supporters, with deep sorrow I have to announce my decision to withdraw my team from the 34th America’s Cup.

Since the very beginning of our role as Challenger of Record, I have been working on this project focused to bring the Cup in our Country.

Larry deeply loves Italy and he was excited about this idea. The Cup in Italy would have been the greatest worldwide promotion for our beautiful coasts. There have been some very high level and important meetings that made us believing in this dream, but the things went in a different way.

As Challenger of Record, we have worked with humility next to Oracle and I am satisfied of the result we have reached: a new Cup, spectacular, with new boats, the catamarans, that will launch on the international scene a new generation of sailors.

With Russell we have discussed for long time on the most difficult challenge that the next Cup must face: an international situation with big economic crisis and therefore huge difficulties to find sponsor. This is the only, true, real enemy of the next Cup. We have then thought of the idea to create the class AC45, a concrete way to make lot of teams get involved in the event reducing costs, at least in the delicate period of the start-up.

On our side, I must thank the two Italian sponsors that believed and confirmed us their trust. We are not able, however, to reach a budget that allows us to be a competitive team.

In our sport, men in blazer have overcome by now those in oilskins, I’m a man in oilskin and when I go in the sea, I want to win. I’m not interested in a hopeless challenge, I would lie to the sponsors, to our fans and last but not least also to myself.

I would like to thank our friends from Club Nautico di Roma. I am sure that we will have new exciting adventures together.

The sailing adventure of Mascalzone Latino doesn’t end anyway with the Cup, but it continues with the sailing school in Naples, free of charge, for those children coming from the most difficult areas of this town. A daily challenge, and, who knows, maybe someday we will see a new America’s Cup champion coming out from one of them.

Fair wind to all of you.

Vincenzo Onorato

  • Rino

    12 Maggio 2011 #1 Author

    … ho sempre ammirato Vincenzo, per il suo spirito, per le sue opere nel nostro amato sport ed in generale per quello che ha rappresentato, per quello che rappresenta e per quanto fara’ ancora…

    Purtroppo pero’ mi trovo a non condividere affatto le sue scelte e il suo modus operandi in questa pseudo barzelletta di Coppa…. mi spiace veramente sia per Mascalzone Latino che per l’Italia velica…. ma forse … e’ meglio cosi’…

    Ad ogni modo Vincenzo … forza e avanti, Mascalzone ci sara’ sempre e sempre nel nostro cuore.

    Rino

  • GP

    12 Maggio 2011 #2 Author

    Ho il chiaro ricordo di quando vidi questa foto: rimasi allibito nel vedere quello che sarebbe dovuto essere il Challenger of Record, vestito BMW dalla testa ai piedi, quando era sponsorizzato da un’altra ben nota casa automobilistica….

    La prima dimostrazione di come fosse già prostrato ai piedi di Oracle e di come sarebbero andate le cose. Larry-Russell programmano, Larry-Russell decidono, Lerry-Russell agiscono.

    Così è stato!

    Gianni

  • Marco Nobili

    12 Maggio 2011 #3 Author

    Scompare una delle sfide italiane e non si può essere certo contenti.

    Ciò premesso, si resta davvero basiti nel constatare come il primo ad alzare bandiera bianca sia stato proprio colui che ha avvallato le idee rivoluzionarie del Defender.

    A questo punto, ipotizzare più di cinque-sei team sulla linea di partenza risulta davvero difficile.

    Marco Nobili

  • Rino

    12 Maggio 2011 #4 Author

    ….. senza contare che si insiste ancora sul basso costo di questa coppa quando e’ ormai chiaro e detto da tutti che non e’ vero.

    Diciamo che quando Grant Dalton diceva: “Perché c’è un Challenger of Record?“ aveva gia’ le idee ben chiare, cosi’ come per la sua descrizione di come il Challenger of Record di quel momento aveva agito …

    Spiace … spiace veramente molto….

    Rino

  • Gigi

    13 Maggio 2011 #5 Author

    Questa è la rivincita di Bertarelli! Dopo averla saputa vincerla due volte sull’acqua, tanto vessato e criticato per la gestione della sua Coppa da tutti i filo Ellison con Onorato e Bruni in primis e che ora si ritrovano a casa entrambi.

    La storia portera’ che Alinghi, piaccia o no, ci ha fatto vivere una strepitosa 32 America’s Cup e ha dato la possibilita’ a molti team di regatare, fatto conoscere una città che tanti non sapevano nemmeno dove fosse (Valencia), nonchè lanciata a livello mondiale e che ha dato lavoro e impiego a molti in un momento già incerto.

    La storia giudichera’ anche la 34 America’s Cup.

    Ciao.

  • Antonio Vettese

    13 Maggio 2011 #6 Author

    Intanto la foto: quel giorno di febbraio 2010 ero lì con Vincenzo e l’avvocato Pandarese, nella base di Oracle prima dell’ultima regata. Sapevano, senza che nessuno lo dicesse, come sarebbe andata a finire: sarebbero saliti sul Rising Sun per firmare il Protocollo. Un rituale orma consolidato per evitare intrusioni di altri club subito dopo il termine della regata decisiva. Faceva freddo e qualcuno aveva già una giacca bianca BMW. Mi ricordo bene che ho detto: mi raccomando ci sarà una foto, non fatevi fotografare con gli abiti degli altri. Al ritorno, dopo averla vista, li ho sgridati: vedrai che critiche. Infatti, quel primo cedere anche nella parte più simbolica della faccenda non era stato bello.

    Tuttavia i principi del Protocollo, non ancora formato ma un carnet di intese erano abbastanza sani.

    Il dopo… Vincenzo ha vissuto uno strano abbandono, come una delusione progressiva che gli ha fatto perdere l’entusiasmo iniziale, la gioia della grande festa della vittoria. Da una parte i problemi veri e concreti del suo lavoro, la Moby Lines da mandare avanti e la Tirrenia da acquisire con una grande operazione con Grimaldi e Aponte. Dall’altra forse il disincanto dei rapporti con gli americani, senza programmi veri e concreti. Se Coutts avesse definito subito i programmi di regata forse non avremmo perso per strada Luna Rossa, Mascalzone e chi anche poteva arrivare.

    Resta un fatto: è tutta la vela italiana che deve meditare sul fatto che (senza giudicare Venezia Challenge, che è solo all’inizio) è fuoir dagli eventi più importanti, Coppa e Volvo Race. Crisi vera? Crisi di talenti o di modalità?

    Antonio Vettese

  • Antonio Vettese

    13 Maggio 2011 #7 Author

    Dimenticavo… quel giorno Vincenzo indossava una invidiabile e invidiata giacca da vero marinaio, quale è, un tre quarti blu originale della marina americana di lana pesante preso al mercatino.

    Il buono del gesto di Vincenzo, del ritiro, è anche di non aver voluto fare la marionetta di Coutts, al di là delle pacifiche dichiarazioni ufficiali. Un ruolo che da leader e timoniere non sa certo subire.

    Antonio Vettese

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