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Tra i vincitori del Mondiale TP52 di Porto Cervo c'era anche il nostro Francesco Mongelli, "navigatore elettronico" di chiara fama in forze a Quantum...

Porto Cervo – Tra i vincitori del Mondiale TP52 di Porto Cervo c’era anche il nostro Francesco Mongelli, “navigatore elettronico” di chiara fama in forze a Quantum Racing. Dopo alcune stagioni spese alle dipendenze di Synergy, Mongelli ha infatti cambiato casacca proprio in occasione della rassegna iridata svoltasi in Costa Smeralda una decina di giorni fa.

Di seguito riportiamo alcune riflessioni scrutte dallo stesso Mongelli per Zerogradinord.

Quest’anno ho avuto l’inusuale e fantastica opportunità di navigare per due team della flotta TP52. Ho toccato con mano due approcci completamente diversi alla vela professionistica: Synergy e Quantum Racing“.

I due team sono diversi come lo sono i loro obbiettivi: Quantum Racing è fatto per vincere, utilizzando la tecnologia delle vele prodotte dalla stessa veleria che gestisce il progetto; Synergy mira a fare i miglior risultato possibile, mantenendo a bordo una forte matrice di velisti di lingua russa con l’obbiettivo parallelo di far crescere una sorta di squadra nazionale di vela professionistica. Il risultato finale è la diretta conseguenza del profilo professionale delle pesone coinvolte, nonchè dell’esperienza che le stesse sono in grado di portare al progetto“.

Quantum Racing è pieno di persone ad alto profilo velico che, cooperando, mettono a disposizione la loro esperienza per far andare la barca sempre più veloce, crescendo nell’arco della stagione. Di certo la vela, come la vita d’altra parte, è una scuola che non finisce mai, ma se per Synergy gli sforzi quotidiani servono principalmente al risultato della giornata, per Qunatum Racing sono anche visti in un ottica di evoluzione per il futuro“.

Tutto questo non significa che un team sia migliore dell’altro, sono semplicemente progetti con obbiettivi diversi. Ovviamente a questo livello di competizione, dove tutti gli avversari hanno un bagaglio di esperienza enorme, la strada per vincere non può essere solo quella di fare meno errori degli altri, ma occorre fare tutto con crescente efficienza, cercando sempre nuove e migliori soluzioni prima che gli altri le scoprano e possano fare altrettanto. Il rischio altrimenti, nell’arco della stagione, è quello di avere una curva di crescita piatta che ti costringe sempre ad inseguire piuttosto che a precedere ed anticipare“.

In questo Campionato Mondiale di Porto Cervo, Quantum Racing ha confermato la sua attitudine alla concretezza. Di certo io personalmente non mi ritenevo essere il navigatore più esperto disponibile sul mercato per quell’evento, ma quello che, evidentemente, era in grado di mantenere la miglior contunuità con il passato, avendo navigato per la stagione sulla barca gemella ed avendo fatto analisi dati comparata per le due barche durante la MedCup“.

Questa filosofia mirata alla continuità, ha pagato e permesso al team di funzionare bene anche se un uomo chiave quale Kevin Hall aveva lasciato per unirsi alla sfida con Artemis Racing. E questo, secondo me, è decisamente esemplificativo della solidità di una squadra in genere: cambiare i giocatori senza cambiare spirito e risultati“.

Venenedo al mio ruolo specifico, in questo cambiamento ho incontrato due montagne decisaemnte impegnative da scalare, la lingua ed il pacchetto di navigazione“.

“Per uno non di lingua madre inglese, essere in grado di seguire tutte le discussioni attive a bordo è stato decisamente più impegnativo rispetto a Synergy dove alla fine molte chiacchere sono fatte in russo e c’è dunque una sorta di “rumore di sottofondo” che, una volta “filtrato” con la mente, lascia solo poche discussioni (in inglese..) attive contemporaneamente. Applicare questo “filtro” è alquanto semplice: non parlano di cose strane (almeno credo…) ma, eccetto poche parole chiave che sono in grado di decifrare, sono semplicemente incomprensibili per me“.

La seconda montagna da scalare, come sopra citato, è stato il pacchetto di navigazione per me decisamente inusuale. Synergy ha una combinazione hardware software che ho personalmente richiesto e contrubuito ad assemblare, e che mi ha fatto sempre sentire molto confidente nei numeri (processore FaRo, software di navigazione B&G Deckman ed un AddIn da me realizzato per rendermi la vita più semplice). Quantum Racing, invece, ha il processore Bravo con i software Expedition e BravoOnDeck. Grazie a Kevin (Hall – navigatore abituale di Quantum Racing), Nick (White – creatore di Expedition) e Mark (Lagesse – amico ed avversario su Container) sono stato in grado di capire il diverso approccio di Expedition rispetto al Deckman quale software di navigazione e divenirne confidente dopo un paio di giorni“.

C’è anche da dire che in questi giorni Ado (Adrian Stead, tattico di Quantum Racing) era talmente ispirato, nonchè supportato dal nostro super coach-esperto locale Francesco De Angelis, che la mia preoccupazione era solo quella di non annoiarli troppo con i miei numeri“.

Parlando di Italia nel team, oltre al lato tecnico, voglio citare un episodio che fa sorridere ma riflettere: abbiamo anche vinto la regata di prova. Mito sfatato? Oppure sono bastati i doverosi gesti scaramantici che qualcuno più di altri ha velatamente ma non troppo fatto mentre tagliavamo la linea?“.

Grazie Synergy e grazie Quantum Racing per avermi dato la possibilità di vivere due esperienze straordinarie e così diverse tra loro“.

Francesco Mongelli, 18 ottobre 2011

  • Luca Fara

    18 ottobre 2011 #1 Author

    Grande Franz! Mi chiedo solo se anche a loro chiami le layline di poppa come facevi con noi:
    “Ragazzi 2 minuti mure a sinistra e 3 minuti mure a dritta”
    “Franz ma mancheranno 10 e 15 minuti, abbiamo appena issato?!”
    “Sì ma io ve lo dico in proporzione…”

    Luca Fara

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