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Nato e cresciuto in casa Circolo Velico Ravennate, il giovane atleta Lorenzo Pezzilli sta raccogliendo una lunga scia di successi con il suo Optimist sul panorama...

Nato e cresciuto in casa Circolo Velico Ravennate, il giovane atleta Lorenzo Pezzilli sta raccogliendo una lunga scia di successi con il suo Optimist sul panorama italiano ed internazionale. Prima della sua partenza con la Nazionale Italiana per il Campionato Europeo di Ledro, abbiamo fatto una chiacchierata con il velista classe 2005 per scoprire qualcosa di più del suo background.

Lorenzo, ti ricordi quando hai deciso di voler provare per la prima volta una barca a vela?
Il mio percorso di avvicinamento alla vela inizia da piccolino, a circa sei anni, per merito della mia famiglia e di mio fratello Federico, tre anni più grande di me. Lui andava già in Optimist ed io, essendo il piccolo di casa, venivo portato a seguire le sue regate, dove cercavo di intrufolarmi il più spesso possibile a bordo del gommone del suo allenatore. Ho vista tanta vela e tante regate “dal di fuori” e poi, a quasi sette anni, ho iniziato il mio primo corso di vela. 
 
Una passione che nasce quindi già da piccolissimo…
Velisticamente sono nato e sto crescendo al Circolo Velico Ravennate. La prima istruttrice che mi ha fatto salire a bordo di un Optimsit è stata Cristina Celli: a lei devo tantissimo, perché è stata in grado di trasmettermi una grande passione che va oltre le basi tecniche, motivo per cui ancora oggi, a 13 anni, regato ancora su questa barca che adoro. Dopo Cristina, sono stato seguito da Carolina Rendano, e da due anni a questa parte il mio coach è Spike Maioli: con lui sono cresciuto tantissimo a livello sportivo e personale, gli devo tanto perché con i suoi preziosi consigli sta portando me e tutta la squadra Optimist del Circolo Velico Ravennate ad ottenere risultati importanti. 
 
Quando hanno iniziato ad arrivare i primi risultati a bordo del tuo Optimist?
Il primo successo importante che mi ricordo è stato ad un Campionato Zonale di Cattolica. Ho fatto la prima regata a sette anni e la sana competizione che caratterizza il mondo della vela mi ha subito affascinato. Risultati più e meno importanti si sono susseguiti nel tempo, fino ad arrivare al Campionato Europeo 2018, dove sono salito sul terzo gradino del podio.
 
Un grande successo in un grande evento: ci racconti qualcosa di quella settimana in Olanda?
Al Campionato Europeo siamo scesi in acqua in 150, in rappresentanza di oltre 40 Paesi. L’emozione il primo giorno era fortissima, anche perché non conoscevo bene la flotta, il suo livello e le caratteristiche del campo di regata, dove le condizioni erano impegnative: è stato un po’ un salto nel vuoto. Dopo la prima prova, che ho chiuso in quindicesima posizione, ho capito che forse ottenere un buon risultato non sarebbe stato impossibile. Così, regata dopo regata, per tutti i cinque giorni del Campionato, ho dato tutto il possibile e sono riuscito a non uscire mai dalla top-20. E’ stata forse proprio questa costanza che mi ha premiato, facendomi conquistare il bronzo continentale. L’emozione comunque di vedere sventolare il tricolore italiano anche sul gradino più alto del podio, grazie al mio “collega” di Riva del Garda Alex Demurtas è stata tanta, per cui devo rinnovargli i miei complimenti. 
 
Se dovessi dire qual è l’aspetto più difficile di essere un giovane campione in uno sport come la vela, cosa diresti?
Una delle sfide più grandi praticare questo sport è conciliare gli allenamenti e le regate con la scuola e lo studio: devo ringraziare le mie insegnanti, che mi danno sempre gli strumenti per non rimanere indietro, ed il dirigente sportivo del Circolo Velico Ravennate Jacopo Mutti, che mi ha sempre supportato e dato preziosi consigli per non trascurare la scuola che, alla mia età, è una componente fondamentale.
 
Programmi sportivi per il futuro?
Posso regatare ancora due anni in Optimist, poi dovrò scegliere su che barca orientarmi, perché sicuramente non voglio abbandonare la vela: penso che mi impegnerò su un doppio, come ad esempio il 420 o il 29er, e mi piacerebbe molto fare un’esperienza da prodiere. Vedremo in un secondo momento se mi mancherà il timone e allora tornerò a ricoprire quel ruolo.
 
In ultimo, forse la domanda più importante: sogni nel cassetto?
Uno dei miei sogni l’ho già realizzato con la convocazione nella Nazionale Italiana Optimist per il Campionato Europeo a squadre di Ledro, dal 20 al 24 agosto.
Nel breve periodo, sogno salire sul podio di un Campionato Mondiale Optimist. Fantasticando più sul lungo periodo, mi piacerebbe portare i colori dell’Italia ai Giochi Olimpici, ma questo credo sia il sogno di tutti gli sportivi.

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