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"La vela è una religione...ha i suoi riti. Se fa bello, fa bello. Se c'è vento, c'è vento. E se non c'è vento, si...

Oceano Atlantico – “La vela è una religione…ha i suoi riti. Se fa bello, fa bello. Se c’è vento, c’è vento. E se non c’è vento, si aspetta, si sorveglia” raccontava Moitessier durante la sua lunga rotta, e i concorrenti della Transat 6.50, avvicinandosi oggi alle isole di Capo Verde, hanno avuto prova di quello che il navigatore francese intendeva.

Dopo le condizioni degli ultimi due giorni che hanno causato molti incidenti alla flotta, infatti, oggi il vento è calato, diventando irregolare ed ad ora (18.40 del 17 ottobre) i balletti delle posizioni in classifica si fanno sempre più frenetici, essendo i concorrenti a pochissime decine di miglia l’uno dall’altro, anche se su una superficie di mare estesa ed essendo inoltre le velocità di crociera molto diminuite.

A quanto dice il meteo sul sito della Transat 650, diverse depressioni temporalesche sono localizzate fra le coste marocchine e la zona sud delle Isole di Capo Verde e la tendenza per domani vedrà quest’ultima spostarsi a nord verso il centro delle isole. Per domani sono previsti venti di media intensità, in netta diminuzione a nord di Capo Verde.

Questo arcipelago rappresenta l’ultimo avamposto di terraferma prima del grande salto fino al Brasile ed è fondamentale una buona strategia per posizionarsi in modo da beneficiare di un buon angolo al vento per sgusciare fra le isole. Da stanotte vedremo chi fra i partigiani del settore  ovest e i centristi avrà fatto la scelta migliore.

Brutta notizia di pochi istanti fa è quella che riguarda Giacomo Sabbatini, che ha annunciato alla Direzione della corsa che non riprenderà il largo, visto che, oltre ai problemi ai timone più gravi di quanto tutti speravamo, anche lo scafo è stato interessato durante l’urto che l’ha costretto a dirottare su Tenerife.

Una buona nuova riguarda invece l’inarrestabile Sergio Frattaruolo, che stanotte è ripartito da Tenerife dove aveva fatto scalo forzato per attendere l’arrivo di una pila a combustibile e che galoppa a più di 7 nodi per raggiungere il resto della flotta.

Susy Beyer continua a ballare coi lupi, dando filo da torcere ai 29 Serie in questo momento dietro di lei. Mentre scrivo queste righe vedo che Susy sta avanzando ad una velocità di circa 1.5 nodi. Speriamo che ne approfitti per riposarsi e scrivere un po’ di diario di bordo, che alla fine della prima tappa abbiamo tutti letto con un sorriso sulle labbra.

Sempre fra i Serie, Simone Gesi si trova al momento in 25esima posizione, fra il gruppo più a ovest, a sole 55 miglia dal primo, Gwénolé Gahinet.
Unico Proto italiano rimasto in gara, Maurizio Gallo fa rotta quasi parallela a quella teorica diretta e fila a più di 7 nodi, in 29esima posizione.

La notte si preannuncia molto battagliera: il gruppo di testa che ha “sbattuto” contro la zona di calma sarà con i sensi più allerta che mai, per cercare di guadagnare, o almeno non regalare ad altri, posizioni importanti in classifica.

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