Statistiche siti
All'indomani della prima uscita a bordo di BMW Oracle Racing 90, Franck Cammas fa il punto della situazione, descrivendo le sensazioni provate nel navigare...

[singlepic=384,170,250,,left][singlepic=376,170,250,,]

America’s Cup – Anacortes – “E’ un trimarano unico nel suo genere, dotato di un potenziale incredibile. Lo stiamo scoprendo un pò alla volta”. E’ un Franck Cammas visibilmente entusiasta quello che racconta della prima uscita a bordo di BMW Oracle Racing 90, il maxi multiscafo fatto costruire dal team di Larry Ellison in vista di una possibile sfida a due con Alinghi da svolgersi sulle basi di quanto stabilito dal Deed of Gift.
Molto diverso dall’ORMA 60 Groupama 2, rispetto al quale è una volta e mezzo più grande, il trimarano disegnato da VPLP parrebbe capace di prestazioni impressionanti, tali da aver sorpreso gli stessi progettisti. Largo ventisette metri e mezzo, dotato di un albero alto cinquanta metri, su cui vengono armati una randa di cinquecento metri quadri e un gennaker di settecento, questo novanta piedi è però destinato a ben altro utilizzo: agli immensi spazi tipici dell’oceano, infatti, preferisce le acque calme che si trovano sotto costa.
Lo skipper francese, collaboratore del consorzio statunitense sia come consulente del design team, sia come componente dell’equipaggio, è ormai da tempo ad Anacortes, dove la creatura ha visto la luce ed è stata varata: “Sull’acqua, la potenza è a dir poco impressionante e a bordo l’equipaggio è costretto ad indossare il casco. Nonostante questo, alla ruota è piuttosto docile: la sensazione di totale controllo che si prova al timone è molto piacevole”.
“Le prime uscite, su scafi del genere, servono più che altro a prendere confidenza con l’unità. A bordo siamo in tre francesi e ci conosciamo perfettamente. Oltre a me ci sono Bruno Laurent, che, come su Groupama 2, è il comandante della barca, e Thierry Fouchier, cui è stato affidato l’incarico di regolatore delle vele di prua. Il nostro compito principale, però, è da sempre quello di insegnare agli altri membri del sailing team quali sono le differenze tra la navigazione su un trimarano e quella su un monoscafo e, di conseguenza, come deve cambiare l’approccio dal punto di vista tattico. Mi preme però sottolineare che il nostro non è solo un dare: in cambio abbiamo ricevuto moltissimo, specialmente abbiamo imparato un modo diverso di lavorare. Al nostro bagaglio professionale appartengono ora informazioni che ci sono state molto utili per effettuare le riparazioni di Groupama 3, attualmente ospitato presso i cantieri Multiplast di Vannes”.
A parte i velisti, diversi tecnici del team Groupama si sono uniti al gruppo di lavoro del sindacato statunitense, come Jean-Marc Normant e Loic Dorez, coordinatore del reparto ingegneristico alle dipendenze di Franck Cammas che, grazie alla sua esperienza, ha permesso un notevole risparmio di tempo ai nuovi colleghi: “Siamo molto soddisfatti – ha commentato – Il livello della costruzione è notevole. Ogni dettaglio, nonostante il poco tempo a disposizione, è stato curato nei minimo particolari”.

[singlepic=382,250,170,,left][singlepic=383,250,170,,]

[singlepic=379,250,170,,left][singlepic=380,250,170,,]

No comments so far.

Be first to leave comment below.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *